Recensioni , giochi online , cartoni animati , ricette e altro

Il nuovo Blog Portale che parla di oggi. Informatica, libri, recensioni, immagini e foto, ricette, giochi e un sacco di altri argomenti trattati da diversi responsabili giovani e con la voglia di scrivere di cio' che gli piace.

Recensioni su film e libri che sono piaciuti ai nostri "esperti", ricette provate dalle nostre cuoche e assaggiate da noi, giochi online, per pc, playstation o nintendo che hanno divertito i nostri collaudatori, siti interessanti che hanno incuriosito i nostri web-surfer, immagini e foto che hanno ispirato i nostri artisti e aforismi che hanno colpito il nostro "professore".

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Italia Gin: il Giappone in mostra con gli occhi degli italiani

Ancora una volta devo ringraziare Anna di About a Photo per avermi segnalato quanto vi apprestate a leggere. In effetti questa volta Anna non funge solo da informatrice ma addirittura da protagonista di questo post.

Il prossimo venerdì 8 luglio, infatti, in quel di Milano si terrà la prima mostra interamente organizzata da Anna: si tratta di Italia Gin, una mostra dedicata al mondo giapponese visto da chi questo mondo lo conosce eccome.

Ad esporre, infatti, saranno Alberto Licandro e Lorenzo Lucca, ovvero due artisti italiani che hanno avuto modo di vivere il Giappone da vicino in qualità di residenti.

L'inaugurazione della mostra si terrà alle ore 18.30 presso il Wasabi Sushi Bar di Via Pontevetero e potrete ammirarvi alcuni dei tatami realizzati da Alberto Licandro nonchè le suggestive fotografie scattate da Lorenzo Lucca.
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Dove la fotografia incontra la riflessione: About A Photo

E' sempre più comune imbattersi in internet in siti e blog che affrontano l'arte dal punto di vista sia di esperti Aboutaphoto1 che di semplici ammiratori. Quello che, invece, non è altrettanto facile, è trovare siti che trattino questi argomenti in maniera originale ed intelligente.

Fortunatamente esistono siti come About A Photo che riescono a presentare e far conoscere al vasto pubblico della rete dei veri gioielli della fotografia inserendoli in contesti comuni, prendendo spunto da situazioni quotidiane che ispirano all'autrice del blog riflessioni messe poi in relazione a fotografi e fotografie più o meno note.

Anna Mola ci porta nel suo blog alla scoperta del mondo della fotografia e, al tempo stesso, di quello dei suoi pensieri e delle sue riflessioni. Il tutto indissolubilmente legato dal filo dell'universalità dell'arte in grado di Continua a leggere...

Scritto da: Fiordaliso

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L'infanzia – Loretta Lux

Questa volta scrivo una recensione “cotta e mangiata”. Si tratta infatti di una mostra che ho visitato due Loretta Lux 05_smgiorni fa: Loretta Lux, alla Galleria Carla Sozzani, Milano.

Ritratti molto particolari, indubbiamente. Il suo stile fotografico è surreale, nella misura in cui immortala bambini somaticamente perfetti, li scontorna ed inserisce in sfondi fotografici o pittorici preparati con cura, talvolta ne altera le proporzioni di qualche pixel e il risultato è una galleria di ritratti immaginari, simboli di una fantasia che ha idealizzato l’infanzia come un paradiso perduto nel quale è impossibile tornare. Ci piace pensare che i bambini siano innocenti, e lo sono, ma non così avulsi da sentimenti quali la malizia, la crudeltà, il sadismo. Un po' come i protagonisti delle favole dei fratelli Grimm, che nascondevano sotto i loro grandi e adorabili occhioni quella sottile “perversione” che fa parte di ogni essere umano da quando nasce. 

Quello che mi ha colpito particolarmente nel guardare questi ritratti, quasi sempre in primo piano, è l'assoluta compostezza, che sfiora Continua a leggere... 

Scritto da: AnnaM

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Buono come una foto!

Alessandro Guerani è un fotografo...no iniziare così è banale. Alessandro Guerani è un fotografo con la Guerani_1 passione per il cibo, meglio. Alessandro Guerani è un “foodografo”: ecco ora ci siamo. Sì perché l'amore per i sapori e quello per l'arte vanno talmente di pari passo in lui che se cucina come fotografa sarà la delizia degli amici e la croce per la bilancia della fidanzata (ammesso che la fidanzata sia a dieta da quando ha 16 anni, come me).

Nato nella Bologna degli anni di piombo, finiti gli studi in storia dell'arte medievale e rinascimentale si dedica alla fotografia professionale, prediligendo poi i lavori di still life e food, a cui alterna servizi di street photography.

Le sue foto sono talmente “buone” che fanno venire l'acquolina in bocca, si vedono proprio il divertimento e la cura dell'autore. Chi guarda è Continua a leggere...

Scritto da: AnnaM

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Ridere, ridere, ridere... – Joan Fontcuberta

Joan Fontcuberta – Fotografo

Chi è Joan Fontcuberta? È un fotografo. Non basta: è un maestro di fotografia e di manipolazione fotografica... al servizio dell'ironia, ecco questa definizione mi sembra adatta. Perché la componente essenziale del suo lavoro è l'ironia, chi non possiede sense of humour difficilmente capirà le sue foto. Nato in Spagna nel '55 ha dichiarato che i 20 anni passati sotto la dittatura franchista l'hanno reso scettico di fronte ai concetti di “potere” e “autorità”. Questa prospettiva e questo modo di porsi nei confronti dell'arte e della vita saranno la guida della sua carriera: dai primi esperimenti, al suo lavoro negli Stati Uniti, alla fondazione della rivista Photovision.

Entriamo nello specifico: prenderò in riferimento 3 dei suoi servizi più famosi:

Fontcuberta_ Ritratto_ufficiale_di_ Ivan_Istochnikov - Scherzi della natura (1982-87): la più grande presa in giro del blasonatissimo National Geographic, il viaggio in una flora e una fauna inesistenti, dove un improbabile esploratore ci accompagna nella scoperta di creature altrettanto improbabili ma a volte perfino tenere.

- Sputnik (1996-98): la ricostruzione fotografica della missione spaziale a bordo della famosa navicella russa, in cui Ivan Istochnikov scomparve. Nelle foto vediamo la navetta, i pianeti (mai diremmo che sono immagini costruite a tavolino, anzi a camera oscura) e... anche Ivan, o meglio, il viso di Fontcuberta nel corpo dello sfortunato astronauta. Simpatico, molto divertente, ma ci porta anche a una riflessione un po' amara: quello che vediamo in foto è sempre vero? Possiamo fidarci, soprattutto quando sono gli “organi istituzionali” a propagare informazioni?

- Miracoli&Co. (2002): qui veramente se non ridete, siete fatti di marmo o di perbenismo. Nell'epoca in cui alcuni si rifugiano in una Continua a leggere...

Scritto da: AnnaM

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Il suono di una foto – Alessandro Villa

Alessandro Villa è un giovane fotografo milanese. Mi ha incuriosito il suo sito innanzitutto dal titolo: "No Face", paradossale, mi sono detta, per una galleria di immagini, in cui la alessandrovilla1 maggior  parte è costituita da ritratti. Ancora più paradossale, forse, il suo nick name per il mondo virtuale: “un suono”: le foto non “suonano”, direbbero i profani, e se suonassero, aggiungo io, forse farebbero più rumore delle sue immagini così “statiche”. Esistono foto “che si muovono?” osserverebbero sempre i profani; accidenti se esistono, ma di questo parleremo un'altra volta.

La mia personale e discutibilissima opinione è che “no face” sia il modo in cui il fotografo cerca di comunicare l'intenzione di non fermarsi al viso di chi è ritratto ma andare oltre, sbirciare nell'esistenza di quelle persone. Ascoltare i loro occhi: pieni o vuoti di speranze, le loro stanchezze, le loro paure, espresse nel modo più naturale e non nascondibile: mentre lavorano, mentre faticano o mentre si annoiano. E a ognuno corrisponde “un suono”: uno solo, non una colonna sonora; un istante, un secondo, come istantanee sono queste riprese, anche se sembrano “paralizzare” in uno spazio fuori dal tempo i protagonisti ritratti. Quello che colpisce immediatamente di queste foto è lo sguardo delle persone, che attira immediatamente il nostro di sguardo. Con una sapiente conoscenza della luce e delle tecniche di post-produzione, Alessandro aumenta la  brillantezza del viso e degli Continua a leggere...

Scritto da: AnnaM

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Il mondo di Giorgio Sandrone

Quando si guardano fotografie come queste generalmente si hanno sensazioni di due tipi.sandrone 1 La prima, di solito di chi “bazzica” la fotografia, è simile a quella che hanno le alunne di una scuola di danza classica quando vedono ballare la maestra, subito si disegna sui loro visini l'espressione “Ohhhhhhh” e, senza dirlo, “Riuscirò mai anch'io a farlo?”. La seconda invece, che spesso appartiene ai “fotografi della domenica”, si traduce nell'affermazione: “Cosa ci vuole? Basta mettersi nella giusta posizione,  con la giusta luce e la giusta attrezzatura” e concludono con il perentorio, stra-ripetuto ed eterno: “Lo saprei fare anch'io!”. Bene, sappiate che (esclusi i casi di banalità fotografica conclamata), quando si pronuncia questa frase – ed è capitato a tutti – probabilmente si è di fronte a qualcuno che il suo mestiere lo sa fare per davvero. Innanzitutto qui si nota una capacità tecnica indiscussa: la messa a fuoco, l'esposizione, l'apertura del diaframma, la temperatura del colore, lo studio della Continua a leggere...

Scritto da: AnnaM

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Tutto questo parlare di foto mi ha messo fame...

Avevo “scovato” questo servizio tempo fa sul sito “Milano Città Aperta”, mi ha incuriosita per l'originalità del tema scelto e quindi ho deciso di farne un articolo.A. Zeni, Alessandro e Gianluigi La fotografa si chiama Ambra Zeni, laureata in comunicazione ed ex frequentante del corso di fotografia dello Ied (Istituto Europeo di Design di Milano). Proprio questo progetto, di cui vado a parlare, è stato il suo elaborato finale al corso: “Famiglia che vai, frigo che trovi”. Simpatico come nome no? Chi non è stato “affascinato” almeno una volta da ciò che si trova in frigo? Magari di notte, in estate, quando ci si alza in preda al famoso “buco allo stomaco” e nel buio si apre questa porta che dà su una luce consolatoria e da cui esce un fresco rigenerante? Bhe a me è capitato e  non sono l'unica, questo ragazzo addirittura parla col cibo! La Zeni ci ha fatto un servizio fotografico sull'argomento: non sul frigo, ma sulla gente che lo riempie e riempiendolo ci mette anche un po' di sé, del suo stile di vita, di come pensa, ma avete mai pensato a quante cose si possono capire di una persona guardando dentro il suo frigo?

Ma bando alle ciance, parliamo delle foto: che dire? Bella luce, che riempie bene lo spazio, bei colori – tenui, “casalinghi” – un servizio Continua a leggere...

Scritto da: AnnaM

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Impressioni personali – Fotografi - Mostre

Per una Novarese di nascita a cui la vita di provincia sta stretta, Milano non è una città, è LA città. Per una persona che ha cominciato ad amare la fotografia quasi prima di cominciare a scrivere, Forma, fondazione per la fotografia – appunto a Milano – è da qualche anno un'istituzione, o per lo meno, un punto di riferimento.

In questo post vorrei parlare (in controtendenza rispetto a una legge del giornalismo) di due mostre già Stern_Merilyn_Monroe concluse e imballate, le ultime che ho visto a Forma: Phil Stern, Sulla scena e Erwin Olaf, Vite private. Ciò che mi ha colpito è proprio il fatto che si sia deciso di esporle contemporaneamente, nello stesso periodo e in sale contigue. Perché? Non sono nati nello stesso periodo, né nello stesso luogo (statunitense il primo, olandese il secondo), ma soprattutto diametralmente opposti nello stile. Certo, due grandi maestri, su questo non si discute, ma maestri di scuole diverse: Stern “insegna” reportage, Olaf ha fatto del ritratto posato e della costruzione dell'immagine il suo vero punto di forza. Quanto le Marilyn Monroe e i Louis Armstrong del primo sembrano “più veri del vero”, tanto le casalinghe, i boy-scouts e le ragazze pon pon del secondo hanno un che di artefatto, di surreale, quasi di “finto”. Paradossale, no? Perché è il fotografo americano a mostrarci personaggi appartenenti al jet set holliwoodiano degli anni '50-'60, eppure li propone lontani dalle luci della ribalta, nel “dietro le quinte”, dove possiamo intravvedere i loro sguardi spontanei, le risate, ma anche le insicurezze e fragilità; ce li mostra, insomma, Continua a leggere...

Scritto da: AnnaM

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Questa è luce per Nate Bolinger – Fotografo

Nel mio post di inaugurazione ho pensato di proporre un fotografo freelance inglese di cui seguo i progetti da anni ormai, ma della cui vita so ben poco, data la sua grande riservatezza che lascia trapelare Figura 1_nate_bolingerpochissime informazioni personali. Probabilmente sceglie di lasciar parlare le immagini al suo posto. Si chiama Nate Bolinger, per i frequentatori di Flickr è Natebol e per gli internauti in genere è l'autore di un blog dal nome decisamente appropriato per chi ama la fotografia: It is light. All'interno del sito troviamo le varie sezioni che corrispondono ai temi di maggior interesse di Bolinger: il paesaggio, le persone, i bambini, le automobili e l'architettura urbana. Due elementi mi hanno colpito in particolare nei suoi lavori: innanzitutto l'eclettismo, la capacità di dedicarsi con eguale originalità alla fotografia di paesaggio e al ritratto, al colore come al b/n, cosa piuttosto rara, sia negli amatori che nei professionisti, i quali tendono a specializzarsi in un particolare genere; in secondo luogo l'uso della luce, così studiato e preciso, che diventa Continua a leggere...

Scritto da: AnnaM

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